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Intervista al Dr. Francesco Denitto

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Intervista al Dr. Francesco DenittoFrancesco Denitto è biologo e ricercatore presso il Laboratorio di Zoologia, Dipartimento di Biologia dell’Università del Salento di Lecce, è libero consulente in acquariologia e cultore di Discus da oltre 20 anni. E’ co-fondatore e segretario del Gruppo Acquariofilo Salentino e dal  2003  organizza a Lecce il Campionato Internazionale “Mediterranea Discus” .

 

 

Articolista di acquariofilia, i suoi lavori sono regolarmente pubblicati dalle più importanti riviste del settore in Italia, in Germania, negli Stati Uniti ed in Asia. E’ inoltre autore del libro di successo “Trophy Discus” pubblicato dalla Casa Editrice americana Cichlid Press.

 

Premessa:

Caro Francesco, innanzitutto colgo l'occasione per ringraziarti nuovamente per aver accettato di far parte dello Staff del Discuspassion.net in qualità di esperto nella sezione “l’esperto risponde." Mi ha fatto molto piacere conoscerti in occasione dell’evento Passione Discus II Edizione organizzato da Discuspassion.net e interamente sponsorizzato da Sera Italia  e avere il libro che hai scritto in collaborazione con Sun See Seng (Presidente del Discus Club Singapore) e Dick Au (allevatore di discus da oltre 50 anni), " Trophy Discus", che gentilmente mi ha donato Marcello Corona.


Ne approfitto per iniziare l'intervista partendo dal tuo libro con una domanda forse un po’ polemica:
Perchè Trophy Discus e perchè solo in lingua inglese? Ho letto che asserivi che è scritto in lingua inglese molto semplice e quindi facilmente comprensibile, resta comunque il fatto che in Italia l'inglese è ancora poco conosciuto e un italiano su dieci o forse piu', non lo conosce o lo conosce poco.

 

Ero certo che mi avresti fatto questa domanda! Non sei né la prima e né sarai l’ultima! Sarò breve e diretto: scrivere un libro sul Discus in italiano, oggi, è economicamente controproducente. I cultori di questo pesce nel nostro Paese non sono tantissimi e, purtroppo, ancor meno quelli che amano leggere e documentarsi. In generale, i costi di produzione per la realizzazione di un libro si abbassano proporzionalmente all’aumentare del numero di copie stampate. Per poter ottenere un prezzo di copertina compatibile con il formato finale, è necessario dunque stampare un numero minimo di copie. Nel caso di Trophy Discus, (che in italiano vuol dire letteralmente “Discus da Trofeo”), un numero ragionevole di copie equivaleva a 5000! Stampandolo in lingua inglese, abbiamo la possibilità di intercettare un maggior numero di appassionati nel mondo e, dunque, è più fattibile per noi raggiungere quella soglia minima  utile a coprire i costi di realizzazione. Se avessi stampato 5000 copie in lingua italiana, a quest’ora starei ancora cercando un posto dove conservare i 4500 libri invenduti. Se al contrario avessi optato per stamparne solo 500 (cioè un numero plausibile per il mercato italiano), per poter coprire le spese di stampa avrei dovuto vendere il libro a 100 Euro, ossia 4 volte di più del prezzo di copertina attuale. Sono il primo a dire che 100 Euro è un prezzo improponibile per un volume dal formato di Trophy Discus.

Purtroppo, come tu dici, in Italia manca ancora un’ampia diffusione della conoscenza della lingua inglese che oggi è diventata ormai una necessità per tutti. Confido nelle nuove generazioni…


Francesco, a che età hai iniziato ad interessarti di acquariologia e quali sono state le tue esperienze salienti.

 

Ad 8 anni ho ricevuto in regalo il mio primo acquario. Da allora è stato un costante crescendo dell’interesse verso tutto ciò che potesse essere allevato in acquario. E da allora non è mai mancato un acquario in casa.

Attualmente di cosa ti stai occupando?

 

Nella vita professionale mi occupo di ricerca in Biologia Marina presso l’Università del Salento di Lecce. Sono un subacqueo e i miei campi di ricerca spaziano dalla biologia delle grotte marine alla sistematica e l’ecologia delle meduse e dello zooplancton gelatinoso.

“Hobbysticamente” parlando, mi piace allevare in acquario praticamente tutto, dagli Aphanius fasciatus (ciprinodontidi locali) pescati da me, specie tropicali d’acqua dolce in genere ed, ovviamente, i Discus. Attualmente in qualche mio acquario sto coltivando una specie di Cryptocoryne che con l’amico Heiko Bleher abbiamo portato dall’Asia, dopo un piccolo tour alla ricerca di biotopi acquatici nelle foreste della Malesia peninsulare.

Come puoi vedere, il mondo acquatico è un presenza costante sia nella vita privata e sia a lavoro.


Quali sono i tuoi progetti?

 

Cerco di non farne molti anche perché spesso sono irrealizzabili. Già il presente è abbastanza incasinato e difficile da gestire, figuriamoci se i vado a complicare la vita programmando il futuro J

 Diciamo che mi piace vivere alla giornata e “sognare”. Sognare non costa nulla e se rimane solo un sogno non ci resti troppo male. Comunque i viaggi sono per me uno dei chiodi fissi a cui non so rinunciare. Questi sono sempre nei miei progetti e cerco sempre di realizzarli.

Quali ostacoli hai incontrato durante la tua carriera.

 

Sembrerò retorico, ma mi viene da dire… quelli che la vita pone a ciascuno di noi. Più in particolare devo fare quotidianamente i conti con il lavoro. Come ben sai, la ricerca in Italia non è considerata e valorizzata un granché dalle istituzioni, e lavorare in questo campo non sempre è gratificante soprattutto dal punto di vista economico.

Cosa ti sta dando piu' soddisfazione nell'ambiente dell'acquariologia.

Il riconoscimento del mio “lavoro” in tutto il mondo in qualità di acquariofilo (= appassionato di acquari), biologo/acquariologo (= studioso di vita acquatica) e autore di pubblicazioni (divulgative e scientifiche). Inoltre il fatto di avere amici in ogni angolo del pianeta con cui sono regolarmente in contatto. Per me questa apertura degli orizzonti è straordinaria e vitale!


Cosa ritieni possa essere fatto per accrescere la cultura dell'acquariologia in Italia

 

Sicuramente uno dei passi importanti è quello di puntare sulla “professionalizzazione” dell’hobby. Un acquariofilo deve avere una cultura di base che gli permetta di gestire al meglio il proprio acquario. Questo, oggi manca. In Italia fino a poco tempo fa, la politica maggiormente adottata da un punto di vista commerciale era quella del reclutamento indistinto di nuovi “possessori di acquari” (non uso il termine acquariofilo perché è in questo caso inappropriato). L’obiettivo era principalmente quello di vendere il più possibile prodotti di acquariofilia (dalle vasche ai pesci), considerando il prodotto acquariofilo come semplice merce utile per fare fatturato. Era una corsa a chi vendeva di più. E’ stato messo nelle mani di “sprovveduti” un potenziale altissimo che, se gestito diversamente avrebbe creato realmente tanti nuovi appassionati in Italia. Invece cosa abbiamo ottenuto: un benessere momentaneo dato dalle forti vendite di prodotti acquaristici che ha illuso le aziende di aver creato un bacino d’utenza ampio e duraturo. Invece, la stragrande maggioranza dei possessori d’acquari, privi di un supporto valido ed abbandonati a se stessi dopo aver speso un mucchio di quattrini, si sono presto resi conto che gestire un acquario non è poi così semplice come con quello che anima il desktop dei nostri PC. Quale è stato l’effetto di questa situazione? Semplicemente quello che si può ottenere lanciando un boomerang! Tutto si è ritorto contro. Le vendite sono calate perché la maggior parte dei possessori d’acquari si sono stancati di avere in casa un cimitero di pesci, i fatturati di Aziende e negozi è calato drasticamente, e tanti operatori del settore (soprattutto quelli improvvisatisi professionisti della materia senza in realtà esserlo) hanno iniziato a chiudere bottega. In altre parole, in questi giorni - complice anche la crisi internazionale che ha colpito principalmente i settori “hobbistici e superflui” - stiamo assistendo ad un ridimensionamento del fenomeno acquariofilo nel nostro Paese. Dal mio punto di vista, ciò è solo un bene per il nostro hobby! Sono fiducioso per il futuro dell’acquariofilia in Italia. Dopo che questo “tzunami” sarà passato, sopravvivranno solo i più forti, ossia le Aziende sane, i negozianti preparati e i veri acquariofili. Aspetto con pazienza che questa selezione naturale (per usare un termine che rientra nelle mie competenze professionali) abbia terminato il suo compito per ripartire, o meglio, continuare in un’altra direzione: ossia verso la “professionalizzazione” dell’acquariofilia. E vi assicuro che ci sarà da rimboccarsi le maniche! Alcune aziende serie (come quelle che appoggiano ad esempio le vostre iniziative), negozianti professionalmente preparati, associazioni, ecc. lo stanno già facendo, avendo capito già da tempo qual è la strada giusta da intraprendere. Ma, a mio avviso, ancora non siamo usciti del tutto dal “temporale” e bisognerà pazientare ancora un po’ affinché i primi effetti benefici di questo nuovo cammino siano tangibili. Alla fine forse ci saranno meno acquari nelle nostre case (almeno all’inizio) ma certamente tutti saranno veri acquariofili!


Quale consiglio daresti a chi si cimenta in questo hobby

 

Leggere, documentarsi da fonti serie, affidarsi a “consiglieri” di provata esperienza e non aver fretta di mettere i pesci in vasca. Un vero acquariofilo deve avere molta pazienza. Un consiglio: se siete persone impazienti allora è un hobby che non fa per voi. Cambiate passione!

Un neofita al momento dell'acquisto di un discus quali criteri di valutazione deve applicare per scegliere un esemplare sano.

 

Mi viene spontaneo rispondere: leggetelo su Trophy Discus ;-)
Comunque… bisogna fare attenzione ad alcune cose che elenco sommariamente:

  1.   Condizioni di mantenimento nel negozio (pulizia della vasca, affollamento, ecc.). Discus stressati a causa di fattori ambientali non idonei avranno più difficoltà a recuperare ed adattarsi nell’acquario di destinazione.
  2.    Vitalità del pesce. Deve essere vivace, con le pinne e la livrea naturale tipica della specie e  dell’età dell’esemplare in questione. Deve accettare il cibo senza problemi (fatene aggiungere un po’ dal negoziante ed osservate la reazione del pesce). Non deve presentare segni di malattie evidenti sul corpo come macchie, puntini, corrosioni, ecc.
  3. Forma e proporzioni ideali. Evitate di acquistare “Discus banana”. La forma allungata di tali esemplari non si recupera col tempo.
  4. Stato di salute in genere: evitate pesci troppo smagriti con addome incavato e profilo della testa a “lama di coltello”. Devono sempre essere “in carne” ma non obesi!

 


 Ad un appassionato di acquariologia con poca esperienza quale pesce d’acquario consiglieresti di allevare?

 

I guppy!

 

 

E ad un appassionato di acquariologia con una buona esperienza quale pesce d’acquario consiglieresti di allevare?

 

I guppy!

 

In realtà esiste un pesce facile o difficile da allevare. La cosa importante è conoscere le esigenze vitali della specie e fare di tutto per riprodurle nel proprio acquario. Ecco che allevare un guppy può risultare difficile se non si conosce la sua biologia. Leggete gente, leggete!

 

Attualmente a chi vuole acquistare discus in salute, quali allevatori italiani consiglieresti e quali allevatori stranieri?

 

Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

 

In alternativa al discus, considerato il Re dell’acquario, quale pesce d’acquario consiglieresti che potrebbe dare pari soddisfazione nell’allevarlo?

 

Tutti! Il discorso è molto soggettivo. Quello che piace a me potrebbe non piacere ad un altro e viceversa. Qualsiasi specie allevata con successo (e ciò implica in molti casi riuscire a riprodurli e allevare le nuove generazioni) è un’esperienza unica che merita di essere vissuta da ogni acquariofilo.

 

Per concludere ti chiedo ti dedicare una pensiero al mondo virtuale acquariofilo ormai in auge da qualche  anno.

 

Grazie ad internet abbiamo il mondo in casa. Sappiate usarlo con intelligenza e traetene il meglio ma, soprattutto, non prendete tutto per oro colato quello che un mondo virtuale è in grado di offrirvi con tanta facilità. Un po’ di diffidenza non guasta mai! Saluti.

FD

 

-  Intervista redatta e a cura di Patrizia Chiappino - 

 


 

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© Discuspassion.net e .it 2009 Patrizia Chiappino

 
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