 Caro Antonello, innanzitutto sono molto contenta di poter pubblicare una tua intervista considerando che sono sempre stata entusiasta del tuo lavoro. Colgo l’occasione per congratularmi nuovamente con te e Andrea Sassi per aver vinto il primo premio al Campionato di Duisburg 2008 nella categoria Pigeon. .
Andando a ritroso nel tempo vorrei partire chiedendoti quando incominciasti ad avvicinarti all’acquariologia e perché. Ho iniziato a coltivare questa passione nei primi anni ’90. Nel 1993 ho costruito il mio primo acquario : si trattava di una damigiana in vetro che ero riuscito a tagliare a metà! I miei primi pesciolini furono dei Caracidi. Dopo qualche mese passai agli scalari e la mia passione cresceva sempre di più. Incominciai a frequentare diversi negozi di pesci tropicali fino a quando un giorno in un Garden di Milano vidi lui: il discus… fu amore a prima vista! Si trattava di Brown provenienti dal Rio Madeira con un colore di base giallo e l’anello nero molto marcato. Fu così che nel ’94 in un acquario da 200 lt.introdussi i miei primi discus.
In che anno iniziasti a lavorare per l’Azienda che all’epoca si chiamava High Quality Discus? Esattamente quale incarico avevi?
Ho iniziato a lavorare per HQD nel dicembre del 2003. Ero amico dei proprietari e frequentavo spesso la serra, finché un giorno ho deciso di lasciare il lavoro che svolgevo da anni in una multinazionale americana per inseguire il mio sogno. Mi occupavo della riproduzione e della gestione di tutto l’impianto. Inizialmente ero affiancato da Andrea il quale aveva certamente molta più conoscenza tecnica di me. La sua esperienza e la mia passione furono un connubio perfetto e nel giro di qualche mese arrivarono i primi risultati e un notevole numero di esemplari riprodotti da noi.
Poi nel 2008 decidesti insieme ad Andrea Sassi, di fondare l’Azienda SG DISCUS. Un passo decisamente importante. Cosa di ha portato a prendere questa decisione?L’impianto HQD è sempre stato gestito da Andrea e noi dipendenti che vi lavoravamo. Ma i reali proprietari erano altri. Per svariate motivazioni decidemmo che volevamo essere completamente liberi di gestire la serra e il lavoro secondo le nostre idee. Idee che erano spesso in contrasto con quelle dell’amministrazione. Pertanto avanzammo la proposta di comprare l’attrezzatura da HQD. Creammo la nostra società S.G. Discuscoltura e nel giugno del 2008 abbiamo cominciato questa nostra avventura. Attualmente, come anche precedentemente, il tuo ruolo nell’Azienda è molto importante, poiché ti occupi principalmente di seguire in prima linea insieme ad Andrea Sassi, ben 20.000 discus di cui 80 coppie di riproduttori che nuotano in un totale di 100.000 litri d’acqua. Ci racconti come si svolge una tua classica giornata di lavoro all’interno dell’allevamento?
Fare l’allevatore di professione è totalmente diverso dal farlo come hobby. È un lavoro molto faticoso che richiede tempo ed energia. La prima cosa cui mi dedico appena arrivato in azienda è l’alimentazione e il controllo degli avannotti. Successivamente mi occupo dei riproduttori: li alimento, provvedo a coprire le uova eventualmente deposte con un’apposita rete di protezione, controllo i valori chimico-fisici dell’acqua intervenendo nel caso in cui essi non siano in condizioni ottimali. Quindi procedo con la pulizia delle vasche e i cambi dell’acqua. Inoltre bisogna preparare i pesci per le spedizioni, imballarli nei sacchetti e preparare i box. Tutti i discus presenti nel vostro allevamento sono riprodotti da voi, oppure c’è una percentuale di discus che importate e rivendete?Tutti i pesci che vendiamo sono allevati nel nostro impianto. Talvolta acquistiamo da allevatori tedeschi o asiatici degli esemplari che però utilizziamo esclusivamente per rinsanguare le nostre linee di sangue all’interno del ciclo riproduttivo. Si parla spesso di Discus di ottima qualità venduti nei negozi in Italia e che provengono dalla Germania. E’ vero che SG DISCUS esporta Discus anche in Germania ed è capitato un caso incredibile dove un appassionato ha acquistato un Discus in Italia proveniente dalla Germania ma in realtà era stato precedentemente esportato da SG DISCUS in Germania? Pertanto il discus in questione era made in Italy?
Noi vendiamo i nostri pesci ad alcuni grossisti in Germania e Olanda, pertanto è possibile che dei nostri esemplari siano stati rivenduti a negozianti italiani per poi finire in acquari di appassionati. Tornando all’allevamento …. Quale metodo utilizzate per l’accrescimento dei piccoli?
Non so se sia giusto parlare di metodo. Quello che posso dire è che se si vogliono ottenere dei buoni risultati bisogna sicuramente lavorare con costanza e continuità. Nell’accrescimento dei discus è di fondamentale importanza un’alimentazione corretta, che abbia un giusto apporto proteico e vitaminico, e una buona qualità dell’acqua. Trattate l’acqua che utilizzate per l’allevamento? E a quali valori allevate i discus in accrescimento, semiadulti, adulti e le coppie? (pH, NO3, conducibilità)? Non facciamo dei trattamenti particolari sulla nostra acqua. In fase di accrescimento utilizziamo pura e semplice acqua di rete stabulata. Devo precisare che essa presenta delle caratteristiche a mio avviso ottime per l’accrescimento dei discus: pH 7.5 – KH 6 – conducibilità 280/300 ms. In fase di riproduzione utilizziamo invece l’impianto osmosi ottenendo un’acqua molto tenera: pH 5.5/6.5 – KH 1/2 – conducibilità 70/80 ms. Effettuate dei trattamenti preventivi? Se si, quali? Interveniamo solamente nel caso in cui si verificano dei problemi. Gli appassionati di discus che leggeranno questa intervista, io compresa, immagino che vorranno avere notizie riguardanti le selezioni alle quali hai lavorato e alle quali stai lavorando.
Attualmente stiamo lavorando per migliorare la qualità dei nostri pigeon poiché l’anno scorso abbiamo introdotto un nuovo ceppo di pigeon asiatici che abbiamo incrociato con i nostri checkerboard. Finalmente dopo circa 3 anni di lavoro siamo riusciti a selezionare una buona linea di leopard skin che pensiamo di riuscire a commercializzare entro la fine dell’anno. In contemporanea stiamo lavorando su una nuova linea di white & red e cercando di migliorare la nostra linea di white & red leopard skin. Quale delle selezioni a cui hai lavorato ti ha dato maggiori soddisfazioni personali.
Indubbiamente i pigeon checkerboard. Quale selezione a cui hai lavorato è piaciuta maggiormente agli appassionati. Mi permetto di fare un commento a tal proposito: ritengo che ci siano allevatori che amano particolarmente alcune varietà ma rinunciano a lavorarci perché considerate poco commerciali. In poche parole non piacciono perché ad esempio quando i discus sono giovani non hanno livree particolarmente colorate. In genere accade quando gli allevatori selezionano discus con livree che piu’ si avvicinano ai discus catturati in natura. Il mio pensiero è corretto?
Mi devo ripetere: sicuramente i pigeon checkerboard. Purtroppo quando allevare discus diventa un lavoro non ci si può più permettere di soddisfare i propri gusti personali ma bisogna seguire la richiesta del mercato e produrre dei soggetti che abbiano delle livree brillanti e ben definite anche in tenera età. Antonello, ci spieghi i punti salienti di come si procede alla selezione di una varietà di discus che rimanga stabile? E ci spieghi inoltre il concetto di stabilità, di fissazione di una varietà? E quando invece la varietà creata non è fissata geneticamente?
In base alla mia esperienza posso dire che selezionare una varietà di discus (ovvero cercare di creare dei soggetti che abbiano caratteristiche morfologiche più o meno uguali) è un lavoro lungo e difficoltoso. Di fondamentale importanza è scegliere dei soggetti da incrociare che abbiano disegno, forma e colore più o meno uguali. Dai nuovi nati si scelgono gli esemplari che più sono simili ai genitori e si utilizzano per gli incroci successivi tra di loro o anche con i genitori. Bisogna fare attenzione a non estremizzare troppo gli incroci per evitare che nascano dei soggetti con problemi di deformità morfologiche. La stabilità di una varietà difficilmente si riesce ad ottenere. Poiché il discus è un pesce con caratteristiche fenotipiche differenti da soggetto a soggetto a causa della alta variabilità genetica (è sufficiente pensare a quante varietà sono in commercio), anche da incroci tra soggetti identici nasceranno esemplari con caratteristiche differenti.
Alcune domande di rito: Quali ostacoli hai incontrato durante la tua carriera di allevatore?
E’ un lavoro che svolgo con grande passione pertanto non ho incontrato significativi ostacoli.
Cosa ti sta dando piu' soddisfazione nell'ambiente dell'acquariologia?
Sicuramente il fatto che sempre più persone si avvicinano a questo mondo, sia da hobbisti che da professionisti.
Cosa ritieni possa essere fatto per accrescere la cultura dell'acquariologia in Italia?
Fornire agli appassionati il maggior numero di informazioni corrette e serie.
Qual è il primo consiglio che daresti a chi si cimenta in questo hobby.
Informarsi! Oggi si è molto più avvantaggiati poiché ormai disponiamo di una grande quantità di materiale informativo tra libri e riviste che trattano il mondo dell’acquariologia, per non parlare poi di internet!
Un neofita al momento dell'acquisto di un discus quali criteri di valutazione deve applicare per scegliere un esemplare sano.
E’ molto importante rivolgersi a negozianti specializzati innanzi tutto. Al momento dell’acquisto bisogna assicurarsi che l’esemplare da noi scelto abbia una livrea brillante, gli occhi proporzionati alla dimensione del corpo (per non rischiare di comprare un discus con problemi di crescita), che abbia la fronte abbastanza spessa (quindi che non sia un soggetto troppo magro) e che manifesti una certa voracità (a questo scopo si può chiedere al negoziante di somministrargli del cibo per verificare che mangi).
Il discus è un pesce per tutti?
Sì… se lo si conosce!
Per concludere ti chiedo ti dedicare una pensiero al mondo virtuale acquariofilo ormai in auge da qualche anno.
Vorrei che non si dimentichi che in fondo si tratta di un hobby… di una passione che abbiamo scelto per farci stare bene. Pertanto va presa con la serenità e la leggerezza del caso, senza intraprendere troppe “battaglie” per dimostrare di saperne sempre più degli altri o per screditare a tutti i costi qualcuno che magari ha semplicemente dei gusti o delle opinioni differenti dalle nostre.
Ti ringrazio per la tua disponibilità.
- Intervista redatta e a cura di Patrizia Chiappino -
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