Francesco Denitto
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« Risposta #3 il: 13 Settembre 2008, 15:03:13:GMT+6 » |
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Buona lettura!
INFEZIONI E PARASSITOSI NEL DISCUS: RICONOSCERLE E COMBATTERLE
Francesco Denitto
PREMESSA Questo lavoro vuole essere solo una semplice panoramica degli agenti patogeni che generalmente aggrediscono i pesci ed i Discus in particolare. Per questo motivo non deve essere considerato un lavoro sostitutivo di testi di ittiopatologia concepiti come tali ed in grado di fornire tutte le nozioni complete per una corretta diagnosi e cura delle principali malattie riscontrabili in acquario. Pertanto, si consiglia vivamente di leggere queste righe con dovuto senso critico, sperando che, per lo meno, inducano il lettore più scrupoloso ad approfondire questo annoso ed ostico argomento con altre e più complete letture.
Negli ultimi anni, tra gli appassionati di Discus, è cresciuta notevolmente la sete di informazioni riguardanti le malattie che colpiscono questi pesci durante il loro allevamento in acquario. Tuttavia, prima di metter mano ad alambicchi e provette per la preparazione di miracolose “pozioni antitutto”, è quanto mai importante conoscere a fondo le abitudini nonché le condizioni ottimali di allevamento di questi pesci. Spesso infatti le cause di comportamenti anomali quali torpore, inappetenza, inscurimento della livrea, ecc. riconducibili a prima vista ad una malattia, sono sovente il frutto di una cattiva conduzione dell'acquario che induce i Discus a mostrare un chiaro disagio. Infatti, comportamenti come quelli descritti possono essere indotti sia da situazioni di stress dovute a condizioni non ottimali dell'ambiente, sia a reali malattie insorte a causa di una infezione o di una parassitosi in atto. I codici comportamentali dei pesci, per lo meno ai nostri occhi, sono quanto mai semplici e generici per cui, l'inappetenza o l'inscurimento della livrea possono assumere molti significati. La bravura dell'allevatore consiste proprio nella capacità di interpretare in maniera corretta i segnali che il pesce ci comunica con il suo comportamento ed intervenire in maniera mirata ed efficace senza provocare ulteriori situazioni di stress che complicherebbero inutilmente la situazione. Pertanto, nel caso in cui ci si dovesse trovare di fronte ad uno o più Discus con evidenti manifestazioni comportamentali anomale, la prima cosa da fare è quella di verificare il corretto funzionamento del "sistema acquario" effettuando tutti i test per l'analisi dell'acqua ed intervenire, eventualmente, sul filtro, il cuore dell'acquario. Spesso, infatti, molti casi di presunta malattia possono essere "miracolosamente" risolti con una semplice sifonatura del fondo ed un contemporaneo cambio parziale dell'acqua o con un potenziamento e miglioramento dell'attività filtrante (meccanica e/o biologica) del filtro. Nel caso in cui, nonostante un primo intervento di questo tipo, non si sia ottenuto alcun risultato positivo sui pesci, allora è il caso di valutare la possibilità di un attacco da parte di agenti patogeni. E' proprio in questo momento che molti acquariofili si fanno prendere dal panico e, spinti dalla paura di perdere i propri beniamini, si lasciano andare in inutili quanto mai inappropriati trattamenti curativi. Il risultato più comune è la morte dei "pazienti" già stressati e sottoposti ad intossicazioni inevitabili. Curare un Discus realmente malato non è semplice ma, nello stesso tempo, non impossibile. Un intervento mirato e frutto di un'accurata diagnosi salva, nella maggior parte dei casi, la vita a molti Discus e regala agli acquariofili una gratificante soddisfazione per esser riusciti a curare con successo i propri ospiti. A volte, la morte inaspettata ed improvvisa di qualche esemplare e la loro autopsia con l'ausilio di strumenti appropriati, può permettere un tempestivo intervento sugli altri pesci, evitando ad esempio il propagarsi di infezioni latenti in acquario potenzialmente molto pericolose. Ovviamente non ci si può improvvisare "medici del Discus" senza conoscere almeno le nozioni biologiche di base sui vari tipi di organismi che possono provocare l'insorgenza di malattie più o meno gravi. Conoscere i cicli vitali di batteri, protozoi o vermi è importante per sapere come e quando intervenire con farmaci elettivi in grado di combattere con successo l'uno o l'altro parassita senza compromettere l'equilibrio dell'intera comunità dell'acquario. Per questo motivo suggeriamo a tutti gli acquariofili, appassionati di Discus ma non solo, di avere nella propria biblioteca uno o meglio più testi specialistici di ittiopatologia (si veda bibliografia) in grado di guidare facilmente ad una diagnosi ed un facile ed opportuno intervento curativo.
Ma chi sono i responsabili della comparsa delle malattie nei Discus? Da un punto di vista tassonomico le specie di micro e macrorganismi parassiti dei pesci sono in numero estremamente elevato ma, spesso, per un acquariofilo, la diagnosi ed il loro riconoscimento può limitarsi anche alla conoscenza del gruppo di appartenenza, avendo chiare le sostanziali differenze che intercorrono ad esempio tra un batterio ed un protozoo o tra un protozoo ed un verme, ecc. Molti appassionati, ad esempio, credono che i flagellati intestinali, parassiti di Discus, siano dei vermi e pretendono di curarli con medicinali antielmintici. Ovviamente l'esito di un trattamento di questo tipo in tal caso, non porta a nessun risultato positivo, anzi … Da un punto di vista filogenetico un verme intestinale è più imparentato all'uomo che non ad un protozoo flagellato. Infatti i vermi, come platelminti ed nematodi, sono metazoi (organismi pluricellulari) come l'uomo mentre i flagellati sono organismi unicellulari (protozoi). Di seguito viene riportato l'elenco dei grandi gruppi a cui ciascun parassita può essere ascritto.
VIRUS I virus sono “organismi” submicroscopici di dimensioni comprese fra i 10 ed i 300 nm (non sono assolutamente visibili con i normali microscopi ottici) capaci di moltiplicarsi solo all’interno di cellule dell’ospite, essendo essi stessi privi di un'organizzazione cellulare e solo costituiti da un rivestimento proteico (capside) contenente una molecola di acido nucleico, DNA o RNA. In realtà il termine "organismo" mal si addice ai virus dato che la loro organizzazione strutturale non può essere comparata ad un organismo vivente come può essere, anche nella sua semplicità, un batterio. Come agiscono? I virus aggrediscono la cellula ospite in più fasi: adsorbimento in seguito a riconoscimento della cellula (spesso esiste una specificità citologica), penetrazione, fase di eclisse (periodo in cui il proprio materiale genetico si integra in quello della cellula aggredita), autoassemblaggio di nuovi virus, lisi cellulare e dispersione di nuove particelle virali nell’organismo ospite in grado di infettare altre cellule. Come combatterli? Purtroppo non esistono antivirali in commercio a cui sottoporre i discus. La loro eliminazione deve essere compiuta ad opera delle difese immunitarie dello stesso pesce che, riconosciuto l'aggressore, verranno liberate nel sistema circolatorio e disperse nell'organismo “a caccia” dell’invasore. L'allevatore dovrà solo fornire sostegno al pesce colpito attraverso il miglioramento delle condizioni ambientali e la somministrazione di una alimentazione varia ed arricchita di vitamine ed oligoelementi utili per contrastare l'aggressione infettiva con il rafforzamento del sistema immunitario.
BATTERI Cosa sono? Organismi unicellulari di dimensioni comprese tra 0.3 e 100 micron, caratterizzati dall’assenza di un nucleo morfologicamente definito e muniti di una parete di rivestimento. Non tutti sono parassiti! Basti pensare ai batteri dei generi Nitrosomonas e Nitrobacter presenti nei filtri biologici ed utili per l'equilibrio dell' ecosistema acquario. I batteri possono avere forma sferica, ed in tal caso sono detti cocchi, forma cilindrica detti bacilli, forma a virgola chiamati vibrioni e forma a spirale noti come spirilli. Possono essere intravisti sottoforma di piccoli puntini in movimento al microscopio ottico a partire da ingradimenti superiori ai 400x.
I batteri parassiti possono essere ulteriormente suddivisi in due categorie: Batteri parassiti obbligati: vivono esclusivamente ai danni dell’ospite. Batteri parassiti facoltativi: saprofiti che in condizioni particolari diventano parassiti.
Possono colpire sia distretti corporei esterni (pelle, branchie) sia organi interni come ad esempio vescica, apparato digerente, rene, ecc. Le cause d'infezione possono essere molteplici ma tutte riconducibili a due punti fondamentali quali: 1 - la scarsa igiene dell’acquario che induce una “attivazione” di batteri saprofiti già presenti in vasca che iniziano a parassitare i pesci stressati. 2 - l'immissione di batteri attraverso nuovi arrivi non opportunamente quarantenati che infettano i pesci sani già residenti.
Come si distinguono? I batteri possono essere distinti in due gruppi, ciascuno racchiudente numerose specie: batteri gram positivi (+) e batteri gram negativi (-). Il sistema per individuare il gruppo di appartenenza si basa sulla tecnica di colorazione istologica "gram" (dal nome di chi l' ha introdotta): questa tecnica si basa sulla presenza o assenza di una capsula esterna che a volte riveste la cellula batterica e che ne permette o meno una data colorazione. I gram +, muniti di capsula, inglobano il colorante ed il batterio assume una colorazione violetta. Al contrario, nel caso di gram -, privi di capsula, l'osservatore, avvalendosi di un microscopio ottico riconoscerà i batteri che avranno assunto una colorazione rossa. Si tenga presente che la maggior parte dei batteri ad azione infettiva sono gram – e non sono sensibili alla penicillina ed al lisozima come, al contrario, i gram +. Questa distinzione è molto importante per il corretto utilizzo di terapici selettivi in grado di inattivare ed uccidere o gli uni o gli altri. Un eventuale allevamento dei batteri in terreni di coltura sterili (antibiogramma), permetterà di individuare con esattezza l'antibiotico d'elezione più efficace per combattere il ceppo isolato.
Come combatterli? Esistono molti composti in grado di combattere questi microrganismi:
- Antibiotici (molti ad uso umano): sostanze organiche naturali o sintetiche, capaci di inibire la crescita e la moltiplicazione di altri microrganismi o di provocarne la morte. Possono essere specifici contro i gram +, contro i gram - o avere un ampio spettro d'azione e quindi contrastare la crescita di entrambi i gruppi. - Furanici: (mescolati al cibo per uso interno) sostanze chimiche di natura ciclica i cui composti nitrati, in particolare del 5-nitrofurano, sono utilizzati per la sintesi di antibatterici attivi sia contro gram - che gram +. Ricordiamo la nitrofurantoina ed il nitrofurazone. - Coloranti: (per i trattamenti esterni) blu di metilene, verde malachite, acriflavina. - Sulfamidici: farmaci ad azione antibatterica contenente derivati della sulfanilammide; agiscono per inibizione competitiva nella sintesi delle purine dei microrganismi sensibili impedendo (per sostituzione di basi nella catena nucleica) la riproduzione batterica.
PROTOZOI
Cosa sono? I protozoi sono rappresentati da un gruppo eterogeneo e ricco di organismi unicellulari più complessi dei batteri e molto più simili alle cellule dei metazoi. Hanno un nucleo ben definito (al contrario dei batteri che ne sono privi) ed organuli cellulari. Sono visibili al microscopio ottico avendo dimensioni medie di 2 o 3 micron, ma ci sono specie più grandi come ad es. Protoopalina symphysodonis,descritto da Schubert e collaboratori nel 1979, un flagellato intestinale del Discus che misura 0.12 mm di lunghezza. Come eliminarli? I distretti colpiti possono essere esterni (corpo, pinne, branchie, ecc.) o interni, come ad esempio il sangue o l'apparato digerente.
Premesso che il muco dei pesci ha, in condizioni normali, una elevatissima capacità repellente nei confronti dei protozoi parassiti, i trattamenti antiprotozoari utilizzati in caso infezioni più gravi variano a seconda del distretto colpito e possono genericamente essere riassunti in coloranti e medicinali che colpiscono prevalentemente le fasi larvali natanti dei protozoi. Infatti, lo stadio resistente (ectoparassiti) presente sul pesce spesso è immune ai trattamenti antiparassitari:
Coloranti: blu di metilene, acriflavina, verde di metile. Sostanze ossidanti: permanganato, composti iodati ed organofosforici (es. Neguvon della Bayer). Formaldeide in soluzione del 37-40% (meglio nota col termine generico di Formalina).
FUNGHI
Cosa sono? I funghi sono organismi eterotrofi e generalmente vivono come saprofiti, ovvero utilizzano materiali in decomposizione per il proprio sostentamento. Occasionalmente, molti di essi, al pari dei batteri, possono divenire parassiti ed aggredire sia organi interni sia distretti esterni del pesce (corpo, pinne, branchie, occhi). I funghi parassiti esterni si presentano sottoforma di piccoli batuffolini cotonosi visibili già ad occhio nudo rappresentati dalle ife (cellule allungate) organizzate in miceli (complessi di più ife). Ne sono un particolare esempio anche i funghi del genere Saprolegnia che aggrediscono le uova morte rivestendole di una compatta “peluria” bianca. In tal caso, la morte degli embrioni non è da imputarsi ai funghi bensì a cause primarie che ne hanno provocato l’agglutinazione dell’uovo divenuto poi substrato idoneo per lo sviluppo delle ife fungine. Se la percentuale delle uova morte è elevata, però, i funghi in via di formazione si trasferiscono anche sulle uova sane. Come prevenire la loro comparsa? Massima igiene dell’acquario e condizioni ottimali di allevamento. Principali trattamenti: antimicotici come verde malachite, acriflavina, blu di metilene, permanganato di potassio, formalina, ecc.
METAZOI ECTOPARASSITI
Cosa sono? Organismi pluricellulari appartenenti a diversi Phyla (Artropodi, Platelminti, Nematodi, ecc.) e costituiti da parti funzionali ben distinte: apparato respiratorio, digerente, escretore, circolatorio, ecc. Sono spesso muniti di uncini, unghie, succhielli per ancorarsi all’ospite.
Distretti colpiti: branchie e cute (corpo e pinne).
Come giungono in acquario? - Immissione dei parassiti attraverso nuovi pesci introdotti in acquario e già infestati. - Attraverso cibo vivo o surgelato contenenti uova e stadi di resistenza quiescenti dei parassiti. Come eliminarli? Antielmintici in soluzione (praziquantel, levamisolo cloridrato, flubendazolo), formalina, esteri organofosforici in soluzione (Neguvon).
METAZOI ENDOPARASSITI
Distretti colpiti: intestino, muscoli, ed altri organi interni.
Tra i metazoi endoparassiti, particolare interesse per l’acquariofilo rivestono i vermi intestinali che spesso si annidano nell’ultimo tratto dell’apparato digerente dei discus. Ne sono un esempio i cestodi e trematodi (Phylum dei platelminti), nematodi , ecc. Come giungono in acquario? Al pari dei metazoi ectoparassiti, anche questi hanno analoghe modalità di introduzione in acquario: - Immissione dei parassiti attraverso nuovi pesci già infestati. - Attraverso cibo vivo o surgelato contenenti uova e stadi di resistenza quiescenti dei parassiti.
Come eliminarli? Antielmintici da somministrare col cibo: flubendazolo, praziquantel, levamisolo cloridrato, ecc.
I METAZOI PIÙ NOTI
Phylum dei platelminti: gruppo di animali metamerici, vermiformi, che hanno corpo appiattito in senso dorso-ventrale e cicli vitali molto complessi; possono essere parassiti sia esterni, sia interni. Se presenti causano forte dimagrimento, spossatezza, inappetenza, ecc. Seguono esempi: Vermi delle branchie: trematodi monogenei a trasmissione diretta (liberazione delle uova in acqua). Genere Dactylogyrus. Parassiti obbligati. Vermi della pelle: trematodi monogenei a trasmissione diretta. Genere Gyrodactylus. Parassiti obbligati. Vermi intestinali: trematodi digenei (necessitano di ospite intermedio, generalmente invertebrati). Generi Pachytrema, Metorchis, ecc. Vermi intestinali: cestodi. Metamerici (costituiti da numerose proglottidi). Cicli vitali complessi. Infestazione mediante cibo vivo o surgelato. Generi vari.
Phylum dei nematodi: vermi a sezione sferica, sottili, con forma bastoncellare del corpo. Consistenza solida ed aspetto lucido. Esempi: Vermi intestinali: capillarie ed altri. Generi Camallanus, Capillaria, Ichtyouris, ecc. Diagnosi mediante analisi delle feci per l’individuazione delle uova.
SUGGERIMENTI Il riconoscimento delle patologie che colpiscono i Discus è un’operazione molto delicata ed importante. L’acquariofilo deve fare molta attenzione nel diagnosticare gli agenti responsabili della comparsa di malattie nei propri pesci. Spesso, un intervento operato con superficialità o con approssimativo esame clinico può indurre a conseguenze anche letali per gli individui in trattamento. La morte dei Discus, in tal caso, non sarà da ricercarsi nella malattia bensì in un errato intervento da parte dell’allevatore. Prima di sottoporre i Discus a curativi per presunte infezioni o parassitosi, è bene accertarsi sempre delle condizioni ambientali che devono essere idonee per le esigenze dei nostri pesci e la perfetta funzionalità del filtro. Solo nel caso in cui il fattore ambientale non sembra incidere negativamente, sarà allora necessario intervenire in maniera mirata con appropriati trattamenti curativi, rispettando le dosi consigliate dai principali testi di ittiopatologia. Si evitino pertanto dosaggi blandi che potrebbero non risolvere alla radice il problema, permettendo la sopravvivenza di ceppi più resistenti e difficili da debellare successivamente; si evitino altresì dosaggi superiori a quelle consigliate poiché, in tal caso, oltre alla morte degli aggressori si potrebbe verificare anche la morte dei pesci stessi. Si eviti, salvo situazioni già sperimentate ed espressamente “autorizzate”, trattamenti simultanei con l’utilizzo di più farmaci. Cocktails di questo tipo, il più delle volte, possono risultare tossici e dunque letali per gli stessi pesci. Infine suggeriamo di aiutare i pesci sottoposti a trattamenti curativi nutrendoli con cibi di prima qualità, opportunamente arricchiti con vitamine ed oligoelementi importanti per il sostentamento dell’organismo debilitato sia dalla presenza della malattia, sia dall’uso, come nel caso di antibiotici, degli stessi medicinali.
Testi suggeriti Di seguito riportiamo alcuni dei più comuni testi reperibili in commercio, sia su carta stampata che su CD, cui l’appassionato dovrebbe disporre nella propria biblioteca. Molti altri, non citati, sono altrettanto validi e pertanto invitiamo tutti ad utilizzarli come guide per il riconoscimento e la cura delle malattie dei propri pesci e dei Discus in particolare.
AA.VV. – Numerosi articoli in tema pubblicati sui fascicoli del “Discus Notiziario”. Ed. Primaris, Milano (dal 1997 ad oggi).
Bailey M. and P. Burgess – Tropical Fishlopaedia. A complete guide to fish care. (in inglese). Ringpress Books, Lydney: pgg. 352 (1999).
Ghittino P. – Tecnologia e patologia in acquacoltura. Vol. 2: Patologia. Tipografia Emilio Bono, Torino (1985).
Untergasser D. – Malattie dei pesci d’acquario. Diagnosi e trattamento. Ed. Primaris, Milano: pgg. 176 (1991).
Zupo V. – Le malattie dei pesci d’acquario. Ed. Olimpia, Firenze: pgg. 288 (1990).
Zupo V. – The Discus Doctor. Testo multimediale su CD. Ed. Primaris, Milano.
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