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Anubias

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Anubias ANUBIAS BARTERI – COLTIVARLA E PROTEGGERLA.   
Nome scientifico:Anubias Barteri. Famiglia: araceae. Valori: pH da 6.0 a 8.0, °dKH 5 -18, temperatura da 22°C a 29°C. Illuminazione: medio-bassa. Fertilizzazione: ferro bivalente (somministrazione medio-bassa), no sottofondo fertile.  
 




È una pianta molto comune nelle nostre vasche data la semplicità di coltivazione e l’effetto naturale che può darle.

La pianta è composta da un rizoma principale da cui getta lateralmente nuovi rizomi (con cui è ricavabile una nuova pianta) e le foglie molto carnose con nervature evidenti, infatti la struttura coriacee della foglia è spesso risparmiata dai pesci, anche dai grandi ciclidi Africani, nella sua piena forma fisica la pianta fiorisce facendo sbocciare dei bellissimi fiori bianchi simili alla Calla. Si sviluppa in lunghezza fino ai 40cm con un altezza di circa 10cm e una larghezza che varia in base a dove getta i nuovi rizomi e da come viene potata.

Ha una crescita lenta per cui predilige zone ombrate delle vasca senza luce diretta, è preferibile non interrarla ma legarla ad arredi come tronchi o rocce per migliorarne la crescita (sempre che non la avvicinino troppo alla luce e che resti sempre in ombra) e in modo che allunghi le sue radici verso il basso creando un effetto molto naturale e riparo per i pesci più piccoli, invece se la vogliamo sul fondale basta legarle un sassolino al rizoma in modo che resti sul fondo e sarà possibile spostarla a piacimento più volte, altresì se vogliamo piantarla è meglio lasciare il rizoma fuori e non mettere sottofondo fertile, in ogni caso la pianta non necessita di una fertilizzazione accurata ma solo di un poco di ferro saltuariamente per rafforzare il verde scuro delle foglie.


Esistono tre varietà, la bonsai, la nana e la gigante, tutte con le stesse caratteristiche di crescita:

  • la bonsai è caratterizzata appunto da un piccolo cespuglio con piccole foglie e può raggiungere una lunghezza massima di 10cm e un altezza di 6cm, ma essendo ricavata dai piccoli rizomi delle varietà maggiori che rimangono ostacolati dalle foglie adulte, la fanno un pochino più debole.

  • La nana è la più comune e le spiegazioni precedenti fanno riferimento a lei.

  • La gigante si differenzia dalla nana nell’avere foglie più grandi e con uno stelo più lungo, infatti può essere usata come pianta da sfondo, ma proprio la sua maggior grandezza la fanno più esigente di fertilizzazione liquida con ferro bivalente e manganese.


La sua crescita molto lenta fa si che spesso venga ricoperta da alghe e se non prese le dovute cauzioni possono soffocarla fino alla morte.

Alcuni consigli su come prevenirle e debellarle:

  • Alghe verdi puntiformi:

hanno le stesse esigenze delle piante e sono segno di acqua pulita e buona conduzione della vasca, infatti possono comparire e scomparire senza alcun fattore, ma se occupano perpetuamente la pianta possono portarla alla morte soffocandola. Essa compare per eccessiva luminosità, quindi si consiglia di usare neon con gradazione 4500°k – 6500°K o di tenere la pianta in zone ombreggiate.

Per combatterla non è consigliato usare prodotti alghicidi ma di usare un buon protocollo di fertilizzazione e Co2  (se in possesso) in modo da mettere nelle migliori condizioni la pianta per resistere, oppure si procede con un bagno della pianta in acqua e candeggina diluite 1:10 immergendo solo le foglie infestate (mai radici e rizoma) e massaggiandole per 10sec max 20 se necessario, poi si procede al risciacquo in acqua corrente e si rimette in vasca, dopo qualche giorno le alghe spariranno.

  • Alghe verdi a pelliccia:

anche esse hanno le stesse esigenze delle piante per cui combatterle con alghicidi è sconsigliato.

Per combatterle e prevenirle è consigliato invece usare uno spettro luminoso come sopra indicato e mantenere i valori fosfati e nitrati bassi con cambi frequenti, l’uso di resine può essere d’aiuto nel momento che si usano ma tenerle sempre è una spesa, quindi procedere con cambi d’acqua e pulizia della vasca dai materiali in decomposizione, anche la diminuzione di pesci (in caso di sovraffollamento) e l’inserimento di piante a crescita rapida, combatteranno l’insorgere delle alghe.

È altresì possibile diminuire la loro crescita con l’inserimento di pesci erbivori tipo siamesis, otocinclus, ancystrus ecc, ma mangeranno solo la parte giovane dell’alga che ricrescerà poco dopo, quindi potranno diminuire la propagazione di essa ma non eliminare una infestazione, invece le lumache come le ampullarie mangeranno l’intera alga debellandola anche con l’aiuto di caridine, ma il loro lavoro procede molto a rilento quindi nei casi più gravi possiamo procedere con i lavaggi acqua/candeggina come sopradescritti.

  • Alghe verdi a barba (ciuffetti):

sono le più difficili da combattere in quanto sono di origine marina e si sono adattate anche al dolce.

Generalmente non nascono in vasca ma vengono portate con l’inserimento di piante e pesci trasportate nell’acqua o tronchi e rocce usati, una volta in vasca trovano piede libero soprattutto con neon > ai 8000°K

Oltre ad attaccare le anubias si espandono anche su arredi o sulla ghiaia e spesso bisogna rinunciare alla loro eliminazione accettandole come elemento di arredo naturale.

La loro eliminazione si limita con metodi manuali e con la frequente pulizia delle spugne filtranti che catturano le particelle vaganti in vasca che poi andrebbero a posizionarsi in vasca sviluppandosi, e con la sifonatura superficiale della ghiaia.

Prodotti chimici antialghe: Protalon 707, Seachem Excel

Metodi manuali:

  • perossido di idrogeno (acqua ossigenata): in occasione del cambio parziale si spenge il filtro e con una siringa si spruzza l’acqua ossigenata a 10volumi direttamente sulle parti infestate (non superare 1ml di ossigenata ogni 4 litri della vasca), le alghe scoloriranno, attendere 10minuti e continuare con il cambio parziale e riaccendere il filtro, spariranno in circa una settimana.

  • Acqua/candeggina: come sopra descritto ma solo per le anubias

Altri metodi sono stati quelli di aumentare la dose di Co2 (levando i pesci) e inserire piante a crescita rapida (per assorbire il nutrimento prima delle alghe) associate ai suddetti metodi di sifonatura e pulizia spugne.

 

 

Scheda redatta da Manuel Giordano
 
 

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