 Sicuramente l'argomento che maggiormente mi sta a cuore, e che ho sempre visto come uno dei meno trattati, se non per sommi capi, o senza specifiche asserzioni, per quanto l'utilizzo sia ormai preso in considerazione dalla stragrande maggioranza degli acquariofili che amano i discus e quindi necessitano di acque con carica batterica ridotta (U.F.C/cm 2).
Volendo dettagliare l'argomento, descriverei prima le caratteristiche tecniche della lampada UV-C, il corretto montaggio, le specifiche sulla sua azione, con una piccola e (spero) chiara descrizione sulla sua azione a danno degli organismi procarioti e ancora di tutti i microrganismi quali muffe, fermenti e virus.
I raggi UV-C prevengono i seguenti fenomeni
- Fioritura batterica o algale: acqua opaca, verdognola.
- Frequenti fenomeni di coperture ad opera dei cianobatteri, biofilms indesiderati che coprono parte del layout.
- Acquari sovrappopolati con conseguente rischio di propagazioni batteriche per vie epidemiche.
Quando parliamo di prevenzione si faccia attenzione che non si parla di cura Descrizione tecnica di una lampada UV-C (prendo come modello una lampada Ruwal) - Una speciale lampada a fluorescenza contenente vapori di mercurio atta alla produzione dei raggi UV-C
- Una camicia di quarzo, a protezione del bulbo e di amplificazione dell'irraggiamento, il cui compito è quello di proteggere meccanicamente la lampada dal contatto diretto con l'acqua e con eventuali particelle in sospensione; questa camicia è costituita al 99,99 % da quarzo purissimo (SiO2) in quanto un normale vetro con la sua opacità ridurrebbe l'efficacia dei raggi uv-c per effetto della riduzione della lunghezza d'onda.
- Un cilindro contenente bulbo e camicia di quarzo, in cui avviene il processo di irraggiamento, ma importante anche sia per il ricircolo dell'acqua al suo interno che per la protezione che offre, in quanto i raggi UV-C, nocivi e dannosi non possono uscire in alcun modo fuori.
- Un ballast elettronico a protezione della vita della lampada, che non andrebbe mai spenta se non in casi di cicli di cure con principi attivi, che si rivelerebbero letali se alterati dai raggi UV-C (la maggior parte dei farmaci immessi in acqua sono fotosensibili e subiscono un pericoloso deterioramento se troppo esposti alla luce, ancor peggio se la luce è prodotta da raggi UV-C).
 Bulbo generatore di raggi UV-C Camicia di quarzo a protezione e amplificazione irraggiamento Cilindro contenente lampada e camicia di quarzo Ballast elettronico importante per la vita attiva della UV-C
In molte spiegazioni o istruzioni è riportato a scanso di equivoci che la germicida non incide sul lavoro del filtro: vero, perché un acquario non giovane ha una flora batterica ben insediata nel substrato filtrante quindi il grosso del lavoro nitrificante avviene nel filtro. In acquari relativamente giovani, dove i batteri prima di trovare dimora nel filtro “vagano” per l’acquario alla ricerca di un substrato idoneo (fondo, arredo e filtro)una germicida rallenterebbe parecchio la maturazione dell’acqua, ossia la nitrificazione consolidata, perché la stessa avviene almeno inizialmente in ogni centimetro cubo dell’acquario, ed io mi sentirei di sconsigliarla in questa fase, ma aspetterei almeno un paio di mesi, certo che nel frattempo tutti i materiali filtranti siano stati ben colonizzati dai batteri “buoni” (ed in grosse quantità)- La lampada UV-C deve essere tenuta sempre accesa, perché la sua efficacia è rilevata nel persistere della sua azione. Non vanno sottovalutati due punti importanti : la temperatura ideale per trarne benefici effettivi è di 40°C(chiaramente all’interno del cilindro..non lessatemi i pesci), chiaramente non si raggiungono subito in un corpo relativamente piccolo, per cui è il lento e continuo flusso dell’acqua che passa al suo interno a determinare la sua azione, e non è detto che TUTTA L’ACQUA CHE PASSA ALL’INTERNO DEL CILINDRO CHE CONTIENE IL BULBO VENGA SISTEMATICAMENTE STERILIZZATA, ma è l’azione continua sullo stesso liquido che permette l’abbattimento o la riduzione della carica batterica. Quindi ogni cambio, lo spegnimento ed altro fa ricominciare il lavoro di sterilizzazione (degerminazione) della lampada- La sua azione non “pulisce” l’acqua, quindi cambi, valori ecc..non possono essere in alcun modo sostituiti con l’azione della UV-C , e tutto quello che riguarda la manutenzione dell’acquario non può essere cambiata o ridotta..non avrebbe senso. Onde evitare che il processo di irraggiamento venga vanificato da scudi (particelle di qualsiasi natura) che vanno a posarsi sulla fonte di emissione dei raggi UV-C, si consiglia vivamente un corretto prefiltro, un filtro dedicato all'apparecchiatura, possibilmente ad azione puramente meccanica, come piccoli filtri caricati a lana di perlon. Il funzionamento della lampada avrà una resa eccellente se l'acqua che attraversa il cilindro sarà completamente priva di qualsiasi ostacolo meccanico. Evitando di prefiltrare l'acqua innanzitutto si rischia di avere il fenomeno detto scattering ( deviazione delle radiazioni causata dalle particelle sospese) che inficierebbe l'efficacia dell'irragiamento, ed in secondo luogo porterebbe ad un accumulo di detriti sulla camicia di quarzo costringendo laddove possibile ad una manutenzione periodica e ravvicinita al fine di rimuoverli, mentre nel caso di lampade del tipo PL costringerebbe alla sostituzione delle stesse con largo anticipo rispetto alle previste 8000 ore di durata.
Ma come agiscono i raggi UV-C? Il principale indizio è il seguente:
I danni che crea maggiormente l'esposizione ai raggi UV-C sono a carico della struttura molecolare delle cellule, e principalmente alla struttura del DNA. Timina, citosina, guanina e adenina che sono le basi della struttura della doppia elica (AT - GC ) subiscono un danno strutturale (la timina in special modo) da cui comincia il lento deteriorarsi della cellula fino all'apoptosi.
Immagine a sinistra di tre nuclei prima ( a sinistra) e dopo (a destra) il trattamento con i raggi UV-C. Le cellule e i nuclei sono trattati con sostanze che permettono evidenziando 'la fluorescenza' degli acidi nucleici e dell'actina, per meglio intercettare il processo di danneggiamento (HeLa cells, trattate con Alexa Fluor®). Immagini che mostrano in maniera allegorica ma incisiva uno dei traumi che la doppia elica subisce dopo l'esposizione ai raggi UV-C 
La classificazione della lunghezza d'onda dei raggi UV-C, e la comparazione con le lunghezze d'onda conosciute. Ancora una diapositiva su come agisce la scarica UV-C
Principalmente, quella che viene compromessa è la Trascrittasi, ossia l'enzima che stampa e trascrive anche da un semplice filamento di RNA il codice genetico della cellula. Pertanto non solo danni al DNA, ma anche all'RNA, che potrebbe essere considerata l'unica possibilità per una cellula (RNA+trascrittasi) di riparare o riformare le regioni del DNA danneggiato dall'irraggiamento. Maggiore è l'esposizione ai raggi UV-C, minore sarà la possibilità di riparare l'errore nella sequenza dei legami all'interno del DNA. Per quanto riguarda protozoi e parassiti: l'azione dei raggi UV-C è ridotta in proporzione alle loro dimensioni che il piu delle volte superano i 5 micron per cui i raggi non riescono a danneggiare con certezza il DNA; alcuni di essi possiedono movimento autonomo per cui possono evitare il passaggio nel raggio d'azione della UV-C, o ancora perchè di solito popolano substrato o fondo quindi lontani dai raggi della UV-C. Gli stessi protozoi portano a compimento il loro ciclo vitale rimanendo annidati o attaccati agli ospiti, o hanno fasi intermedie che non possono essere sempre interrotte dall'azione degli UV-C. Note personali: - Quando comprate una lampada UV-C assicuratevi che la casa produttrice fornisca anche eventuali ricambi (ballast, coperture di quarzo e i bulbi stessi), o vi troverete ad affrontare le spese iniziali tutte le volte che dovrete sostituire le lampade.
- La lampada non agisce come un farmaco, ma tratta solo sull'acqua che attraversa il cilindro in cui essa è allocata.
- La lampada può avere pericolose interazioni con farmaci e sostanze chimiche presenti in acqua, quindi è indispensabile sospenderne l'utilizzo durante cicli di cure con farmaci.
- La riduzione della carica batterica è una delle caratteristiche che dovrebbero essere prese seriamente in considerazione dall'acquariofilo che alleva discus di cattura, in quanto in natura i discus vivono in specchi d'acqua con carica batterica inesistente, o comunque bassissima. E' stato dimostrato che valori superiori a 105 UGC/ml (UGC=Unità di colonie germi per ml) possono seriamente nuocere ai pesci anche nel caso di germinon virulenti ma solamente saprofiti.
Salvatore Franchina AKA Tatore Grazie alla rivista Nature on Line per le foto a contenuto scientifico. _____________________________________________ Gli articoli e/o interviste pubblicati sono protetti da diritto di autore, nessuna parte può essere utilizzata e/o riprodotta senza uno specifico consenso dell'amministratore discuspassion.net e .it. Gli articoli e/o interviste possono non rispecchiare le opinioni di discuspassion.net e .it. © Discuspassion.net e .it 2008 Patrizia Chiappino |