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Pagina 1 di 4  L'attenzione dell'acquariofilo deve essere fondamentalmente rivolta ai parametri chimici dell'acqua e al mantenimento dei valori corretti.Per quanto riguarda i discus selvatici, è inutile negare che bisogna prestare una notevole attenzione a tali valori, che devono essere vicini a quelli naturali, in quanto il pesce di cattura non sempre presenta una forza di adattabilità a parametri chimici molto diversi dall'ecosistema di appartenenza, in alcuni casi molto lontani e diversi dai valori di origine.
I principali criteri da valutare per un corretto allevamento:
Tecniche di allevamento: l'acqua L'attenzione dell'acquariofilo deve essere fondamentalmente rivolta ai parametri chimici dell'acqua e al mantenimento dei valori corretti. Per quanto riguarda i discus selvatici, è inutile negare che bisogna prestare una notevole attenzione a tali valori, che devono essere vicini a quelli naturali, in quanto il pesce di cattura non sempre presenta una forza di adattabilità a parametri chimici molto diversi dall'ecosistema di appartenenza, in alcuni casi molto lontani e diversi dai valori di origine.
Il discorso è diverso per un discus allevato, nato e cresciuto in acque pressochè variabili come parametri, ed è sempre buona regola avere una corretta informazione sulla provenienza degli esemplari. E' indiscussa, ad ogni modo, la versatilità del metabolismo dell'esemplare di allevamento. Per quanto, quando diciamo che sono "adatti" alle nostre acque diciamo ben poco, perchè ci sono acque e acque...e sono i principali parametri che prenderemo in esame. Prendiamo quindi in considerazione un valore medio di 250 µs. L'eccezione si presenta nella fase riproduttiva, quando il pesce richiede un range di valori quanto più vicino ai valori di durezza naturali, sia per gli stimoli, che per il corretto sviluppo dell'embrione, larva, piccoli fino ad almeno diverse settimane dal nuoto libero. Una sorta di inversione di marcia e un ritorno ai valori "naturali".
Un'importante riflessione sulla differenza che intercorre tra l'epidermide, che funge da vero e proprio scudo protettivo contro l'ambiente gassoso che ci circonda e la mucosa di un animale che vive in un ambiente acquoso. L'animale acquatico "comunica" continuamente con l'esterno; i tessuti o la mucosa, che comunicano direttamente con l'acqua non lo isolano completamente dal liquido, l'acqua permea nell'organismo del pesce, formando un continuo scambio di gradiente; l'epidermide invece permette a qualsiasi essere vivente di "difendersi" ed adattarsi alle condizioni piu' estreme e disparate. Lo sforzo quindi del pesce sarà senz'altro maggiore, perchè dovrà far fronte continuamente alle difficoltà che possono crearsi tra l'ambiente esterno e l'organismo per trovare il giusto equilibrio chimico=>metabolico (con una notevole incidenza sul sistema immunitario).
Cos'è l'acqua?
Le acque apparentemente possono sembrare tutte identiche, ma in realtà l'acqua è un solvente. E' un solvente anche abbastanza aggressivo, e l'aggressività chimica di questo elemento varia con il variare del contenuto dei sali disciolti in esso, e quindi con il variare dello spettro ionico. E proprio il contenuto dei sali disciolti, nonchè la proporzione dei sali che fanno la differenza tra le acque. Ecco perchè è indispensabile conoscere il tipo di acqua che stiamo usando per il nostro allevamento. In acquariologia i parametri di misurazione delle sostanze presenti in acqua sono insufficienti per determinare la presenza di altri elementi, che non siano solo Calcio, Magnesio (°dGh) o carbonati (e bicarbonati)di calcio (°dKh). La durezza è costituita quindi (vedi grafico in basso) per l'80/90% da anioni e cationi in egual misura. I cationi rappresentano la durezza totale (Ca, Mg), mentre gli anioni (°dKh) dai carbonati e bicarbonati.
Si evince quindi che la durezza carbonatica non può mai essere superiore alla durezza totale. Ma non è del tutto esatto: spesso questo avviene, quando ad esempio arricchiamo l'acqua di bicarbonato di sodio, con il fenomeno che quest'ultimo si scinderà in molecole di bicarbonato, e ioni di sodio. Gli addolcitori domestici, che contengono resine a scambio ionico, e che vengono rigenerati con il sale da cucina, contribuiscono sostanzialmente a far si che questo fenomeno avvenga (tolgono il calcio, liberano il sodio). Se andiamo a misurare la durezza totale dell'acqua cosi' prodotta, avremo sicuramente una drastica diminuzione della durezza totale, perchè queste resine in effetti trattengono il calcio, ma non abbiamo misuratori che rilevano il sodio, che troveremmo sicuramente in grandi quantita'- Quindi l'abbassamento della durezza è SOLO apparente. L'acqua pertanto non è stata deionizzata, ma abbiamo soltanto avuto uno scambio di ioni (calcio<->sodio). La conducibilità, se misurata, risulterebbe invariata. Ecco la relativa funzione del misuratore dei gradi di °dGh.
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