La taglia delle ampullarie è di 5-15 cm (a seconda della specie). La distinzione del sesso non è semplice da capire. Solo nel momento in cui si riproducono o la femmina depone le uova, si ha la certezza del loro sesso. Le ampullarie a differenza di altre specie di chiocciole non sono ermafrodite.
L’habitat
Habitat in acquario. Acquario maturo in funzione da quasi sette anni, ricco di nutrimenti per le piccole ampullarie.
Le ampullarie abitano diversi biotopi: paludi, fossi e stagni, laghi e fiumi. La maggior parte delle specie, però, preferisce l'acqua ferma o a lento corso, e solo poche specie si sono adattate ai fiumi con correnti forti.
La combinazione polmoni/branchie nelle ampullarie dimostra la loro capacità di adattamento agli ambienti acquatici poveri d'ossigeno. Questo è spesso il caso delle paludi e degli specchi d'acqua poco profondi. Se non avessero i polmoni dipenderebbero totalmente dalle loro branchie, il che limiterebbe la loro capacità di sopravvivenza.

Ampullaria adulta mentre si reca in superficie. Si nota un coabitante di grandi dimensioni, un Panaque nigrolineatus , innocuo per le ampullarie.
Giovane ampullaria (40 giorni di vita) attraverso la trasparenza del guscio, si può notare la sacca d'aria
Un altro vantaggio della respirazione polmonare accostata all'essere munite di guscio e opercolo, è la capacità di sopravvivere ai periodi di siccità, molto comuni in questi biotopi durante le stagioni estive. In questi casi si seppelliscono nel substrato e cadono in un letargo estivo con il guscio saldamente sigillato dall'opercolo. In condizioni di umidità e temperatura favorevoli, le ampullarie possono essere attive tutto l'anno. Oltre a proteggerle dalla siccità, il guscio è un'efficace difesa contro i predatori.
Molte specie, in particolare le Pomacea, originarie del Sud America, hanno un'altra notevole particolarità anatomica: un sifone respiratorio. Quest'organo, formato da una ruga della cavità del manto, nella parte sinistra del collo, è difficilmente visibile quand'è inutilizzato. Talvolta le ampullarie necessitano di cambiare l'aria nel polmone, i muscoli della ruga si contraggono facendola diventare una struttura tubolare (sifone), che permette alla chiocciola di respirare l'aria in superficie restando sott'acqua. Rimanendo sommersa, la chiocciola riesce a sfuggire agli attacchi degli uccelli predatori.
Dalla deposizione delle uova alla nascita
Una caratteristica particolare delle ampullarie, sono le uova deposte sopra il pelo dell'acqua. Giunta l'ora della deposizione, la femmina abbandona l'acqua per deporre le uova sugli steli emersi della vegetazione acquatica, su tronchi, rocce o altre superfici solide emerse (ad es. sul coperchio dell’acquario). Questo comportamento singolare appartiene, per quanto si sà, solamente alla famiglia delle ampullarie. Tuttavia non tutte le ampullarie, depongono in superficie, infatti Asolene, Felipponea, Lanistes, Marisa e probabilmente anche Afropomus e Saulea depongono le uova sempre avvolte in una massa gelatinosa su superfici solide, ma immerse.
Le uova vengono deposte una per una e attaccate le une alle altre fino a formare un solido grappolo. Appena deposte sono soffici e hanno un colore lattiginoso, ma si induriscono in poche ore. La loro colorazione definitiva (bianco, verde, rosato o arancione chiaro, a seconda della specie) si stabilizza dopo un giorno o due.
Grappolo d'uova deposte da poche ore
Le uova dovrebbero rimanere umide, ma non bagnate, e mai immerse, altrimenti i nascituri annegherebbero. In generale questo non dovrebbe essere un grosso problema in acquari muniti di coperchio.
E' da notare che non tutte le specie di ampullarie depongono le uova fuori dall'acqua. La Corno d'Ariete (Marisa cornuarietis) per esempio, depone le uova in acqua agglomerate in grappoli gelatinosi.
Dopo 2-4 settimane (a seconda della temperatura), le uova sono in procinto di schiudersi. Il grappolo diventa sempre più scuro e finalmente le nuove nate, mangiando il guscio dell'uovo, fuoriescono lasciandosi cadere in acqua.
Poiché molti pesci mangiano queste chiocciole quando sono piccole, è buona norma trasferirle in una vasca separata (i discus difficilmente se ne cibano). E' piuttosto difficile catturare chiocciole di queste dimensioni senza ferirle, è molto più semplice trasferire l'intero grappolo di uova prima che avvenga la schiusa: bagnate le uova e la superficie a cui sono attaccate e aspettate qualche istante. Quindi provate a muovere leggermente l'intero grappolo finché si stacca e sistematelo da qualche parte su un oggetto galleggiante nel nuovo acquario. Un altro sistema è quello di aspettare che le chiocciole sguscino e prendere il grappolo in quel momento, in questo caso non è necessario che resti intatto e non serve metterlo su un oggetto galleggiante poiché le chiocciole sono già sgusciate, si può addirittura metterlo sott'acqua e scuoterlo per liberarlo dalle stesse chiocciole. Questo metodo, se accuratamente seguito, salvaguarda la buona salute di un numero elevato di chiocciole.
Durante i primi giorni che seguono la schiusa, le piccole ampullarie si nutrono di alghe tenere e avanzi di cibo. Tutto ciò è sempre disponibile in un acquario avviato, ma può non esserlo in uno nuovo, quindi preparate la vasca per le ampullarie almeno due settimane prima della schiusa, oppure nutritele con del cibo per pesci sminuzzato. Dopo una o due settimane le piccole chiocciole sono in grado di mangiare le stesse cose dei genitori.

Giovani ampullarie
Piccola ampullaria mentre acquisisce aria sulla superficie dell'acqua
Le specie comuni in acquario
L'identificazione della famiglia di appartenenza può essere di un dettaglio rilevante poiché le condizioni di allevamento differiscono leggermente. Per semplificare il tutto si può affermare che se l'avete acquistata in un negozio, probabilmente avete una Pomacea bridgesii (chiocciola del mistero, ampullaria appuntita, chiocciola d'avorio) oppure una Pomacea canaliculata e se la chiocciola ha il guscio piatto e misura più di 2,5 cm (1 pollice) con o senza bande scure, siete entrati in posseso di una Marisa cornuarietis (corno d'ariete). Questa chiocciola non è sempre identificata come ampullaria a causa del suo aspetto. Meno comuni ma talvolta disponibili nel mercato dell'acquariofilia (principalmente negli U.S.A.) sono le Pomacea paludosa (chiocciola della Florida).
Solamente la popolarissima Pomacea bridgesii è adatta a vasche ricche di vegetazione perché questa chiocciola si nutre principalmente di resti in decomposizione e perché i suoi denti sono troppo teneri per divorare la vegetazione acquatica.

Allevamento in acquario
Le ampullarie possono essere tenute facilmente in qualsiasi acquario, ma il grande appetito che molte specie hanno per le piante, fa sì che non tutti le considerino un'ottimo ospite. Ad ogni modo, come abbiamo detto prima, le Pomacea bridgesii sono un'eccezione, tanto che, se non adeguatamente nutrite, morirebbero di fame nonostante la vegetazione. Purtroppo, molti acquariofili, negozianti compresi, non sono a conoscenza di queste differenze e considerano tutte le ampullarie nocive per la vegetazione.
Le ampullarie possono vivere assieme a molte specie di pesci senza alcun problema, ma è bene evitare di introdurre pesci che si nutrono di molluschi. Ad es. il chromobotia macracanthus ex botia macracantha se ne nutrirebbe .

Chromobotia macracanthus, predatore delle ampullarie
Esemplari di Dario Marchetti- Fishes and Sports-
Inoltre, molti pesci tenteranno di mordere i loro tentacoli, ma questo non dovrebbe costituire un grosso problema, perché le chiocciole possono ritirarli velocemente dentro il guscio.
In generale, per ogni chiocciola di media taglia, è consigliabile uno spazio di almeno 10 litri. Inoltre è opportuno che la vasca abbia un coperchio per evitare fughe notturne. Se le allevaste in un acquario senza coperchio, potreste trovarle sul pavimento!
E' necessario che ci siano diversi centimetri di distanza ( 5-15 cm) tra il livello dell'acqua e il coperchio della vasca, in modo da permettere alle chiocciole di emergere. Sebbene abbiano le branchie, (oltre al polmone), annegherebbero se fossero lasciate senz'aria. Nel caso vogliate far riprodurre queste chiocciole, sarà necessario che provvediate a garantire uno spazio d'aria di circa 10 cm, altrimenti le chiocciole troverebbero serie difficoltà a deporre le uova.
Temperatura
Essendo le ampullarie animali tropicali, (eccetto alcune specie come le Felipponea e le Asolene, che sono chiocciole subtropicali), la temperatura dell'acqua dovrebbe restare tra i 18 e i 28°C.
La loro attività incrementa con la temperatura e a 18°C sono quasi totalmente inattive, mentre i loro eleganti movimenti possono essere osservati ad una temperatura di 24°C o superiore. La temperatura non influenza solamente il livello di attività, ma è anche un importante fattore che determina la velocità dei loro cicli vitali. A temperature elevate, il ciclo vitale (dalla nascita al decesso) si riduce dai 4 anni delle temperature ridotte, a meno di uno, mentre il tasso di riproduzione cresce.
In acquari con discus, con temperature tra i 28 °C e i 29 °C, le ampullarie tenderanno quindi a riprodursi molto ma avranno un ciclo di vita breve che in linea di massima non supererà l’anno.
Parametri dell’acqua
Le ampullarie non hanno particolari esigenze per quanto ricguarda la qualità dell'acqua: in condizioni ostili sopravvivono meglio di molti pesci. Prendete le stesse precauzioni che prendereste per rendere tollerabili i valori dell'acqua ai pesci (filtraggio, cambi periodici ecc...). Tuttavia, siccome le chiocciole hanno bisogno di calcio per il proprio guscio, necessitano di pH neutro o alcalino, ed è importante prestare particolare attenzione a questo fattore. Se l'acqua è tenera (quindi povera di calcio) può essere arricchita con pietre calcaree, conchiglie marine, o uno dei prodotti che vendono in tutti i negozi di acquariologia.
Si potrebbero allevare anche in acquario con discus ibridi (no discus wild poiché l’acqua è troppo tenera ed il pH è acido) ) a condizione che come già detto sopra, il pH sia neutro ( 7,00).
Alimentazione
Le ampullarie sono molto facili da nutrire, mangiano quasi tutto quello che riescono a strappare in pezzi piccoli da mettere in bocca. Verdura (come cetrioli, spinaci, carote e lattuga), cibo per pesci, pesci morti, altre chiocciole e le loro uova, alghe, gamberetti....

Gruppo di ampullarie che si nutrono di una pastiglia vegetale
Come già spiegato, Pomacea bridgesii mangia solamente la vegetazione particolarmente tenera, può quindi venire nutrita con del cibo per pesci in pellet o con verdura cotta. Fate attenzione però a non eccedere nelle quantità per non inquinare l'acqua
La quantità di cibo immessa dovrebbe essere misurata a seconda del loro fabbisogno. In pratica ciò significa che non si dovrebbe dare più cibo di quello che riescono a mangiare prima che cominci a decomporsi in acqua. La sovralimentazione non costituisce un problema, ma in vasche piccole è buona norma somministrare quantità ridotte per evitare che l'acqua si inquini.
Siccome le ampullarie godono di flora e fauna batterica floridissime, è possibile che espellano questi microorganismi attraverso le feci, intorbidendo l'acqua con delle specie di "nubi". Tali nubi non danneggiano direttamente l'acquario, possono anzi risultare benefiche quale fonte di cibo per gli stessi pesci. Tuttavia un buon filtraggio e il limitare la somministrazione di cibo, può ridurre gli effetti collaterali derivanti dall'inquinamento.
I trattamenti nocivi alle ampullarie
Le chiocciole reagiscono ai farmaci in modo più simile ai parassiti che ai pesci. Nel caso in cui necessitaste di effettuare un trattamento con medicinali a pesci malati, è consigliabile isolare le chiocciole in un'altra vasca per tutta la durata del trattamento, a meno che non siate certi che il prodotto da utilizzare non contenga elementi nocivi per le chiocciole. Siccome molti degli agenti patogeni non sopravvivono per più di un giorno fuori dall'organismo che li ospita, con frequenti cambi d'acqua si riduce notevolmente il rischio di una nuova infezione per la reintroduzione delle chiocciole. Fanno eccezione a questa regola i parassiti il cui organismo ospite è solamente una fase intermedia del loro ciclo vitale (è spesso il caso delle chiocciole e dei pesci catturati in natura).
Ecco una breve lista di sostanze chimiche che in dosi terapeutiche possono risultare nocive per le chiocciole:
-Verde Malachite (usato per curare l'ictioftiriasi - meglio nota come "malattia dei punti bianchi" - la micosi, la malattia del velluto oppure l'Oodinium).
-Vari pesticidi organofosfori come formaldeide, metriphonate, trichlorphon (= dylox, masoten, metriphonate, neguvon, trichlorophon), dichlorvos e altri usati per trattare le infezioni causate da sanguisughe, vermi, crostacei e pidocchi.
-metaldehyde usata come molluschicida.
-Vari composti a base di rame usati per curare infezioni da protozoi e funghi.
-Parricide D (Di-N-Butyl Tin Oxide) usato per eliminare helminthes, acanthocephala, trematodes, cestodi e vermi.

Coppia di Discus d'allevamento con ampullarie