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"Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -

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"Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -L’Ancistrus è certamente uno dei Loricaridi più diffuso tra gli acquariofili, per la sua indole pacifica e soprattutto per la sua abitudine di raschiare tutte le superfici mangiando alghe e Aufwuch (la copertura batterica, algale e microbiologica che ricopre ogni superficie in particolare i legni) così da mantenere nelle sue possibilità l’acquario privo di alghe. Scopriamolo..

Regno:    Animalia
Phylum:    Chordata

Classe:    Actinopterygii
Ordine:    Siluriformes
Famiglia:    Loricariidae
Sottofamiglia:  Ancistrinae
Genere:    Ancistrus
Specie  dolichopterus , temminckii


 L’Ancistrus è certamente uno dei Loricaridi più diffuso tra gli acquariofili, per la sua indole pacifica e soprattutto per la sua abitudine di raschiare tutte le superfici mangiando alghe e Aufwuch (la copertura batterica, algale e microbiologica che ricopre ogni superficie in particolare i legni) così da mantenere nelle sue possibilità l’acquario privo di alghe.
Il pesce venduto nei negozi è indicato quasi sempre con Ancistrus Sp. cioè una specie non identificata perché frutto di ibridazioni, avvenute soprattutto i primi anni negli allevamenti, tra l’Ancistrus dolichopterus e l’A. temminckii, il risultato è il pesce che nella maggior parte delle vasche rappresenta questo Genere.
L'Ancistrus dolichopterus è diffuso nella parte alta e media bacino del Rio delle Amazzoni, e nei bacini del Rio Negro, nella parte terminale del Trombetas, nei bacini del Tefé, Madeira e Tapajós.
La sua fisionomia comune a tutti i Loricaridi è caratterizzata da un corpo affusolato (appartiene infatti all’ordine dei Siluriformi) e piatto, da scaglie (o meglio definite placche ossee) sul dorso, da i primi raggi delle pinne rigidi, con i raggi delle pinne pettorali dotati di piccoli e corti aculei o rostri, nei maschi crescono nella maturità sessuale dei barbigli sul muso che vengono utilizzati come “sensori” per le correnti, per perlustrare le cavità e per accudire le uova.
In commercio sono presenti oramai esemplari albini e ancora più recentemente pesci con pinne a velo, entrambe le varietà sono di discutibile bellezza, ma in natura avrebbero davvero vita breve; esistono anche varietà “orange”, (ocra o marrone-arancio) frutto di incroci con varietà selvatiche che presentano queste livree.
 
 
 "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
 
"Ancistrus maschio non dominante, ha dimensioni più piccole (10 cm) e barbigli meno ramificati"
 
L’allevamento dell’Ancistrus non ha particolari problemi, come altri Loricaridi più delicati (Otocinclus) ci possono essere dei decessi limitati agli esemplari più deboli in un gruppo, personalmente su un gruppo di 6 giovani ancistrus di 4 cm uno è morto, l’adattamento o lo stress possono influire negativamente sulla salute di questi pesci.
I litri per ogni esemplare sono circa 50, territorio e alimentazione non permettono un alta densità, può essere tenuto anche un solo esemplare, non essendo una specie gregaria, è consigliabile comunque almeno un compagno di sesso opposto.

I Valori consigliati per pesci di allevamento sono:
 T:  23-28 C°
 pH  6-7,5
 dGH  2-20
 No3 bassi soprattutto durante la riproduzione.
 
Per specie i cui esemplari sono di cattura (inclusi i famosi “L” non ancora identificati) sono vivamente consigliati valori più bassi per rispettare le condizioni naturali, un sicuro ambientamento e un ottimo allevamento (che non escluda riproduzioni).
Rispettare le condizioni per un ottimale allevamento dell’ancistrus significa non solo mantenere in vasca determinati valori dell’acqua, ma assicurare un ambiente favorevole per far vivere questo pesce, spesso letteralmente “insultato” descrivendolo come “spazzino” (come tanti altri, vedi Corydoras ) ma che in realtà ha poco da invidiare come comportamento ai nostri beneamati ciclidi, Discus in particolare, in natura gli ancistrus vivono in zone molto varie tra loro, sono pesci reofili (lett. “amatori di correnti d’acqua”) e la loro bocca si è trasformata in un eccellente organo che ha la funzione sia di attaccarsi alle superfici lisce e rimanere fermi contro corrente, sia di raschiare via il cibo sulle zone dove si attacca; ma come i Corydoras hanno un eccellente resistenza a livelli bassi di ossigeno vivendo anche in zone ad acqua ferme o stagnanti dove nella stagione delle piogge si riproduce fra i tronchi degli alberi sommersi; questa resistenza è data dalla possibilità di questi pesci di respirare aria atmosferica incanalandola lungo l’intestino che è irrorato da vasi capillari che possono assorbire l’ossigeno, questa caratteristica comune a quasi tutti i Loricaridi e ai Corydoras (che spesso vediamo guizzare verso la superficie dell’acqua dei nostri acquari) non è da usare come scusante per mantenere ai limiti della sopravvivenza i nostri pesci, un ottimo livello di ossigeno è pertanto necessario.
 
 "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
 
"Ancistrus maschio adulto dominante, barbigli pronunciati e ramificati. dimensioni 12 cm circa."

 
Cattura : fare attenzione durante la cattura dell'ancistrus, la sue spine pettorali si infilano quasi sempre nelle maglie del retino causando lacerazioni cutanee, il miglior modo per catturare i pesci e farlo con le mani (come per i discus) il pesce in busta si fa prendere facilmente e le sue spine non saranno pericolose per la pelle.
In vasca sia per le sue abitudini notturne sia per il suo comportamento schivo, è molto difficile catturarlo, e il retino come detto è pericoloso, un ottima soluzione è fare una piccola trappola con esca, una bottiglia di plastica trasparente, appositamente appesantita e tagliata a metà circa, la parte con il collo sarà infilata in quella larga che sarà provvista anche di fori per il ricambio di acqua, accertarsi che il foro di entrata sia sufficientemente largo per la testa del pesce, posizionare un esca quale un pezzo di verdura o una pastiglia per pesci da fondo, una volta entrato il pesce non potrà uscire e potremmo spostarlo in un altra vasca o in una busta per il trasporto.
 
 "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
 
"Bottiglia di plastica per la trappola."

 

Alimentazione:

Gli Ancistrus sono onnivori, in natura si cibano principalmente di piccoli invertebrati negli incavi dei legni e nella sabbia, di alghe, di Aufwuch (vedi sopra) ma anche frutti e fiori caduti nell’acqua, un alimentazione varia comune a molte specie Amazzoniche come il nostro Discus.
Nelle nostre vasche gli Ancistrus sono molto adattabili rispetto all’alimentazione, mangiano tutto ciò che gli capita sul fondo, dai mangimi in scaglie ai granulari proteici per ciclidi (ottima base come per i discus), liofilizzati vegetali e pastiglie per Loricaridi, ricchi di spirulina e lignina, sostanza fondamentale per questi pesci poiché li aiuta a digerire grassi e proteine.
Alimenti congelati sono spesso uno stimolo alla riproduzione, dalle larve rosse di zanzara alle artemie, piccoli crostacei (gammarus sp.) che accentuano la colorazione dei pesci.
Molto apprezzate sono anche le verdure crude o sbollentate, zucchine, carote tagliate a fettine o foglie di insalata, questa alimentazione rende bilanciati i rapporti nutritivi e spesso è una buona cura o meglio ancora prevenzione per la cattiva abitudine di mangiare le foglie di piante, soprattutto di Echinodorus, ricordiamo però che in natura queste piante fanno  parte della loro dieta e che quindi, in special modo con esemplari selvatici, è difficile fargli perdere il “vizio”.
Un buon modo per somministrare le fette di vegetali è infilarli o sul filo o su un piccolo oggetto pesante che legato ad un filo (nylon) affonderà, all’altra estremità e possibile mettere un piccolo galleggiante (sughero o altri materiali galleggianti) che faciliterà il recupero dell’ ”esca”.
Nell'alimentazione con cibo vivo consiglio invertebrati che affondano: copepodi, larve rosse di zanzara (spesso affiorano), tubifex, enchitrei (grindal), gli ultimi due molto grassi, da usare con parsimonia.

 
Comportamento

E’ un pesce pacifico, che vive meglio se tenuto da giovane in gruppo e da adulto con un compagno con cui riprodursi, una certa aggressività viene mostrata durante le lotte che avvengono tra maschi che si contendono il territorio, una tana o una femmina, i loro aculei delle pinne pettorali, unite al gruppo di barbigli mobili sulle branchie, possono ferire se non uccidere in rari casi gli avversari, il punto debole è infatti il ventre, sprovvisto di placche e protezioni, si può osservare questa vulnerabilità quando il pesce è attaccato al vetro e mostra il suo ventre.
L’Ancistrus ha prevalentemente abitudini notturne, con la luce si avventura solo in cerca di cibo, nella notte lo si può vedere girare nella vasca e sui vetri indisturbato, questo è anche un buon momento per nutrirlo.
La sua vista si è evoluta come negli altri pesci della famiglia ittica per funzionare ottimamente sia di giorno che di notte, grazie infatti ad una membrana estensibile la pupilla può essere schermata di giorno rimanendo una mezza luna, ( i pesci non possono restringere la pupilla che è sempre dilatata, ma la membrana in questo caso, sopperisce all'impossibilità di restringere come in una macchina fotografica il diaframma) di notte la membrana si ritrae mostrando l'intera pupilla che catturerà la minima luce fornendo una buona vista anche di notte.
 
 
 "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. - "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
 
Foto a sinistra: occhio di giorno con luce, membrana abbassata.  Foto a destra:occhio di notte, pupilla esposta completamente.

In cattività raggiunge un età che arriva e può superare i dieci anni se allevato in ottime condizioni.
Un'altra caratteristica che lo accomuna agli altri loricaridi è la sua abitudine a scavare nella sabbia, spesso in cerca di cibo o nell’intenzione di scavarsi una tana in una zona protetta, fornirgli una tana può prevenire quel comportamento e fornisce un ottimo rifugio e luogo per la deposizione delle uova, a questo scopo si prestano bene tronchi di bamboo svuotati, legni di torbiera concavi, noci di cocco tagliate a metà, tubi di PVC ma anche le classiche anforette di terracotta.

 
 "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
 
Maschio dominante intento a proteggere la sua preziosissima tana.
Per la costruzione di un rifugio naturale e di effetto estetico in acquario le noci di cocco sono ideali: il suddetto frutto della palma si forerà contanti buchi con il trapano, lungo il diametro (l'equatore) e allargando con uno scalpello la noce si aprirà precisamente in due, svuotarla dal liquido e dalla polpa, e scavare un entrata sul lato preferito, la "peluria" lignea sulla superficie esterna del frutto può essere lasciata, verrà piacevolmente mangiata dagli ancistrus, uno dei tre "buchi" naturali sulla noce può essere aperto per consentire un piccolo movimento e ricambio d'acqua nella tana
  "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
Femmina non dominante sopra la di noce di cocco, il foro della tana è visibile vicino al muso.
 

Riproduzione

Il dimorfismo sessuale degli ancistrus è molto evidente, i maschi hanno dei barbigli carnosi sul muso spesso molto ramificati, le femmine ne sono sprovviste anche se qualche esemplare femmina molto grande potrà avere degli accenni di corte punte disposte sul bordo superiore del muso, questa caratteristica per la mia osservazione è da associare alla femmina dominante (ne ho una così, vedi foto 7), in acquario questi pesci che possono arrivare a 15 cm di lunghezza raggiungono raramente la lunghezza massima.
 
 "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
 
Femmina non dominante, dimensioni di 10 cm, barbigli completamente assenti.
 
 
 "Ancestrale" compagno dell'acquariofilo - Ancistrus spp. -
 
Femmina dominante, dimensioni 13 cm circa, barbigli accennati sul muso.

 

L’Ancistrus si riproduce piuttosto facilmente in acquario, fornendogli valori dell’acqua buoni con nitrati medio-bassi, alimentazione varia, temperature al di sotto dei 26 C° e avendo a disposizione una coppia la riproduzione non tarderà ad arrivare.
Una o più coppie si possono stimolare con un breve periodo di digiuno e una successiva alimentazione a base proteica (come le larve rosse) ed un cambio di acqua con valori bassi sia di durezza che di temperatura, un abbassamento di 1-2 gradi sarà più che sufficiente, ricordo però che in presenza di discus un abbassamento oltre 1-1,5 C° può dare problemi (Ichtyo in primis).
Un ulteriore stimolazione notata in natura è la prensenza nell'acqua di sostanze azotate, soprattutto le prime che si formano in seguito alla decomposizione di materiale organico (più vegetale che animale) in seguito all'inondazione della foresta, e quindi un improvviso aumento di cibo (soprt. grasso e proteico); in acquario non è consigliato riprodurre questo effetto, ma un accidentale carcassa di pesce morto può stimolare una coppia, così come un mangime congelato o vivo a base di piccoli crostacei o larve. (vedi Alimentazione)
Un maschio adulto con i barbigli completamente sviluppati andrà in cerca di una femmina matura, e se incontra altri contendenti si possono verificare lotte anche cruente (vedi in Comportamento), altrimenti il maschio inseguirà la femmina spingendola nella tana, da lui precedentemente scavata o preparata e pulita e la stimolerà alla deposizione con i suoi barbigli, una volta avvenuta la fecondazione scaccerà la femmina, a questo punto il maschio curerà le uova per 15-20 giorni, fino alla schiusa totale, uscendo solo raramente per cibarsi e areando in continuazione le uova con le sue pinne per prevenire muffe (un acqua anche leggermente acida e/o torbata eviterà ancor di più le muffe), anche qui i barbigli assumono un ruolo molto importante, poiché vengono usati nella stimolazione (con contatto) e controllo delle uova.
 
 
  Dopo la schiusa le larve con ancora il grosso sacco vitellino (color arancione chiaro) saranno ancora attaccate al substrato della deposizione per mezzo di un collante naturale sulla testa (al pari dei discus e di molte altre specie ittiche).
Riassorbito il sacco vitellino i piccoli ancistrus già sviluppati (12-14 mm) usciranno dalla tana e saranno in grado di nutrirsi autonomamente, solo a questo punto il maschio uscirà e tornerà alle normali abitudini.
L’Alimentazione dei piccoli deve essere varia, proteica e vegetale, ma non troppo pesante, poiché il sistema digerente è ancora giovane, vegetali sbollentati saranno graditi.
Fare attenzione se si nota qualche decesso in caso di somministrazione di vegetali, potrebbe essere dovuto ai pesticidi è quindi consigliato sciacquare bene gli ortaggi, alcuni riportano casi in cui la zucchina o solo la sua buccia sia indigeribile agli avannotti, o ancora che grossi pezzi di vegetali nelle sale parto inquinino a tal punto l’acqua che i piccoli e sensibili pesci soccombano per quello.


Autore dell' articolo e delle fotografie: Dario Amiri
Immagine degli occhi gentilmente concessa da Balabam dal suo sito: http://balabam.altervista.org/ancistrus.html  
 
                                                         
  

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